In Congo-Brazzaville nasce nel 1959 Jean Leonard Touadì. A vent’anni viene in Italia e si laurea in filosofia alla Sapienza di Roma e poi in giornalismo e Scienze Politiche all’università Luiss, sempre a Roma.
Ha insegnato filosofia in un liceo. Fa il giornalista e collabora anche con la Tv, in Rai 2.
Parla diverse lingue ed ha un’esperienza politica alle spalle: per due anni è stato Assessore alla Sicurezza del Comune di Roma.
Si è sposato con una ragazza romana Cristina, pure giornalista, ed hanno due bambine. Di loro dice:” Da come cresceranno, dalla loro capacità di inserirsi in questa società e mantenere aperta al tempo stesso la doppia appartenenza culturale potrò verificare il «laboratorio esistenziale» di questi anni trascorsi in Italia”.
Si parla qui oggi del sig. Tuadì perché è il primo parlamentare di colore nella storia d’Italia. E’ stato eletto lo scorso fine settimana nelle liste dell’ Italia dei Valori (PD).
Della sua elezione dice: “E’ il segnale che l’integrazione ha fatto dei passi avanti in Italia.”
A Milano il partito della lega Nord ha raddoppiato i voti rispetto alle politiche di due anni fa.
Ed oggi ha avanzato al Sindaco sig.ra Letizia Moratti la prima richiesta: via i campi nomadi dei rom dal territorio cittadino.
Non si è ancora appresa la risposta.
Dal Corriere della Sera del 15.4. e 16.4.o8
mercoledì 16 aprile 2008
INTEGRAZIONE DOPO IL VOTO. LE 2 STRADE
martedì 15 aprile 2008
DISUGUAGLIANZA
Spesso succede di parlarne, sia e prevalentemente in ambito economico sia in altri settori della vita civile, come per es. la mancanza di uguaglianza tra i cittadini di una nazione nell’accedere a determinati servizi o beni: dalla banda larga per i computer agli asili-nido tanto per prendere gli esempi di cui si parla più frequentemente.
Un recente articolo indirizza l’attenzione su un libro scritto da Giovanni Padovani, editore: Il Pensiero Scientifico avente per titolo “Il diritto negato”.
Nel testo il diritto non accessibile a tutti in egual modo è quello della salute.
L’autore ha sintetizzato nel suo testo una serie di studi epidemiologici individuando delle costanti nei risultati delle analisi e scoprendo che nel Sud dell’Italia la vita media è più breve che al Nord, anche se non di molto. Ma molte malattie vi incidono in modo molto superiore rispetto al settentrione.
Inaspettato anche il confronto tra durata della vita nelle grandi città, che risulta mediamente più lunga di quella di chi vive nei centri più piccoli o nei paesi di campagna.
Ma la differenza più eclatante, che emerge dallo studio, è la disuguaglianza tra cittadini dei quartieri ricchi e quelli che vivono in quelli poveri.
A Torino e Milano la vita media dura ben 4 anni di più, se si sta bene economicamente.
Sapere che a Londra gli anni raddoppiano a 8 o che a Washinton si quintuplicano giungendo fino a 20!! conforta ben poco.
La causa è comunque ben nota: maggiori mezzi consentono lavori non usuranti, permettono un grado di istruzione più elevato, un accesso più facile alle cure ed un esercizio della prevenzione più assiduo e informato.
Uno sguardo al passato permette di vedere che a Torino tra il 1970 e il 2000 il rischio individuale di morte è diminuito di quasi il 40% tra i laureati; è diminuito di oltre il 10% tra chi ha conseguito un diploma; mentre è addirittura aumentato (di quasi il 10%) per chi ha solo la licenza elementare.
Sorge spontanea la domanda su cosa succederà nei prossimi anni. La risposta purtroppo è che, perdurando o aggravandosi le disuguaglianze economiche, si allargherà anche la differenza in termini di lunghezza di vita tra chi ha dei mezzi e chi non ne possiede.
Da L’Unità del 9.4.08
lunedì 14 aprile 2008
LUMIERE & Co.
Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggiero sono nomi sconosciuti al grande pubblico.
Se ne parla qui perché sono gli autori di un documentario che al recente Torino Film Festival, ha ricevuto la Menzione Speciale.
Il loro lavoro concerneva il problema, di cui si è parlato moltissimo nelle scorse settimane, dei rifiuti in Campania.
Impugnando la cinepresa come un arma hanno mostrato nel loro documento filmato la violenza “sotterranea ed invisibile delle ecomafie”.
Hanno raccontato il traffico illecito dei rifiuti che dal “ricco nord” inquina, con la collaborazione della malavita organizzata, le campagne del Sud, massacrandone il territorio.
Hanno scattato una lucida fotografia di una realtà in cui ci sono 1200 discariche abusive di rifiuti tossici, in cui le pecore muoiono per la diossina e la verdura viene prodotta su terreni inquinati.
Convinti che il documentario sia uno strumento importante quale “portatore di informazioni di attualità e di impegno civile” i responsabili della casa produttrice ‘Lumiere & Co.” Hanno deciso di offrirlo a prezzo agevolato alle scuole che possono prenotarlo chiamando il numero verde numero verde 800 910 468 attivo dal lunedì al venerdì ore 9.30-13.00 e 14.30-18.30.
Titolo del film Biutiful Cauntri
Fonte: www.libera.it
domenica 13 aprile 2008
IDEE INIZIATIVE: L'ALTRA VACANZA
Pare non arrivare più il bel tempo e con lui l’attesa estate. Il tempo delle vacanze.
Dall’associazione Libera viene una proposta per una vacanza diversa nel segno della solidarietà e della legalità.
Si tratta di fare un’esperienza di lavoro nei terreni confiscati alle mafie.
Per la prossima estate i campi sono presenti in diverse regioni: qui al Nord in Piemonte. Nel Sud in Campania, Calabria e Puglie e nelle due isole.
Un impegno di volontariato e di formazione civile nei terreni gestiti dalle cooperative sociali di Libera Terra.
L’obiettivo dei campi è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto che contraddistingue la cultura mafiosa.
Gli interessati possono scrivere a: estateliberi@libera.it
sabato 12 aprile 2008
FA' LA COSA GIUSTA
“Fà la cosa giusta” si tiene in questo fine settimana per il quinto anno consecutivo nei padiglioni della Fiera di Milano.
La manifestazione coinvolge ben 400 espositori ed ha l’ambizione di coniugare l’economia con la solidarietà.
Una scommessa piuttosto difficile, specialmente in tempi di recessione economica. Ma la fitta partecipazione di espositori lascia ben sperare nella sopravvivenza di un tessuto economico-sociale che, negli ultimi anni, si progressivamente affermato fino a occupare ben due padiglioni della fiera milanese.
La realtà dei Gas, i gruppi di acquisto, ne è la prima prova. Negli ultimi 3 anni il loro numero è raddoppiato giungendo alla rispettabile cifra di 25.000.
Le parole d’ordine degli organizzatori sono due: consumo critico e stile di vita sostenibile.
Per quanto riguarda il primo gli agricoltori biologici e le organizzazioni non governative propongono uno slogan consumare meglio, consumare meno.
Una attenzione maggiore al prodotto che si consuma da un lato ed il limite all’eccesso dall’altro.
Per lo stile di vita invece si punta a prodotti, il cui acquisto, non significhi un danno ambientale.
Acquisto di oggetti quindi costruiti con materiali ecocompatibili in modo che in futuro potranno poi essere smaltiti facilmente.
L’offerta è ampia perché per il primo anno si punta al tema dell’abitare sia per chi ha una casa propria che per chi vive in condominio.
Vestire e giocattoli per bambini ecocompatibili sono altri due temi espositivi presenti alla fiera.
Per chi vuol saperne di più cliccare sui siti del giornale “terre di mezzo” di fieramilacity.
Dal Corriere della Sera del 9.4.08
venerdì 11 aprile 2008
PER CHI VUOL CAMBIARE I LIBRI DI STORIA
Otto vivono in varie città tedesche, uno in Australia. Hanno un’età che va tra gli 83 e gli 88 anni.
Sono con molta probabilità placidi pensionati che si godono la vecchiaia.
Purtroppo la tranquillità di questi signori sembra destinata a finire dopo che ieri la Regione Toscana ha firmato il decreto con cui si costituisce parte civile contro di loro, in un processo che si celebrerà presso il tribunale militare di La Spezia.
I nove vecchietti, negli anni della seconda guerra mondiale, portavano la divisa della sedicesima Divisione Granatieri Corazzata e del sedicesimo Reparto Ricognitori Corazzati delle SS. I militari di queste unità, nell’estate del 1944, furono autori di gravi delitti in Toscana, tra cui il massacro di Sant’ Anna.
Secondo l’accusa, i nove uomini furono corresponsabili di numerosi eccidi avvenuti in provincia di Massa Carrara tra il 19 e il 27 agosto 1944, in varie località, per noi sconosciute quali Bardine San Terenzo, San Terenzo Monti, Tendolo, Valla, Gragnola, Monzone, Equi Terme, Tenerano, Gallogna, Viano, Cecina, Vezzanello, Corsano, Guadine, Vinca.
L’accusa recita ”concorso in violenza con omicidio contro privati nemici”.
Costituendosi parte civile a distanza di tanti anni, la Regione Toscana intende ribadire che certi crimini non possono mai cadere in prescrizione, e questo non per dare sfogo a sentimenti di vendetta, ma perchè la giustizia è una condizione necessaria della memoria, è un modo per fissare una volta per tutte nella memoria quello che è successo perchè non si debba più ripetere.
Fonte: La Nazione di Firenze del 10.4.08
mercoledì 9 aprile 2008
IL BOTTO
Una strana campagna elettorale, prima il timore che si tornasse al clima di aggressione di due anni fa.
Poi ciò che non ti aspetti:
lo spuntare della Santanchè con la sua nostalgia per il fascismo.
l’entrata in scena di Ciarrapico, imbarazzante anche per il centrodestra. Qualche titolo e poi dell’argomento non si parla più.
Quanti se ne ricordano ancora?
Quindi l’ansia per l’ultima settimana.
Cosa si inventeranno per catturare qualche consenso?
Il parlare di brogli e fucili, tutte cose purtroppo già note.
Ed ecco oggi il botto. Autore Marcello Dell’Utri.
Personaggio più volte indagato, amico di tanti amici.
Dalle colonne del Corriere della Sera di oggi sentenzia: “I libri di storia, condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati.”
Se c’era qualcuno che pensava che i pericoli di guardare all’indietro fossero inesistenti, forse è il caso che riveda un po’ le sue opinioni.
Dire ‘riscriveremo’ significa che per lui e qualcun altro andare al potere impone l’obbligo di disfare tutto ciò che in tanti e tanti anni si è faticosamente costruito.
Vuol dire che si vuol cancellare dalle fonti di memoria dei cittadini una storia, quella della Resistenza, per confezionarne una diversa: nelle loro intenzioni sicuramente più vera, oggettiva, limpida e scintillante .
Una concezione del governare che ricorda il film ‘Fahrenheit 451’.
E per oggi basta e avanza.
9.4.08