È di ieri l'altro la notizia del raid a colpi di spranga contro tre inermi immigrati romeni nel quartiere torinese di Madonna di Campagna. Non è stato il primo raid scaturito dall'odio contro gli stranieri e di certo non sarà l'ultimo. Fin troppo facile biasimare l'intolleranza razziale sempre più diffusa nelle nostre società multietniche. Più interessante, forse, notare che a legare questi episodi non è tanto il contenuto di supposto odio razziale ma la forma. Ossia il raid.
Chi compie un raid lo può fare con l'intenzione di razziare, saccheggiare, rapinare, oppure la scorreria può anche limitarsi all'unico obiettivo di portare distruzione e morte nel campo avverso senza alcuna immediata contropartita che non sia il danneggiamento non definitivo e non risolutivo della vittima-bersaglio.
Il raid colpisce duramente nel cuore del campo avverso per poi però subito ritirarsene. La caratteristica essenziale del raid è che chi lo compie si muove in territorio nemico ma non mira a farne terreno proprio. Anzi, il nichilismo esorbitante insito nella forma del raid finisce con il trasformare in territorio nemico anche il proprio territorio. La violenza del raid alimenta un'inimicizia assoluta e infinita.
Da La Stampa del 13.2.08
( gb)
giovedì 14 febbraio 2008
TRE ROMENI A TORINO. RAID
lunedì 11 febbraio 2008
RIFLESSIONE A MARGINE DI UN FATTO DI CRONACA
La matrice catto-fascista della “lista nera” dei professori ebrei apparsa su Internet appare molto sfocata nelle parole dei giornali. E’ un errore, e non è un errore veniale. Si attribuiscono a isolati mattoidi idee che allignano da tempo in slogan, documenti, blog, lettere di minaccia di frange nere che hanno attuato un orrido rimpasto del peggio dell’armamento reazionario…
spada dei crociati, l’esaltazione di Lepanto, l’antiabortismo d’assalto, la fede come arma identitaria contro gli impuri…. .
L’antisemitismo è il perfetto collante di questa robaccia nera………
L’antifascismo è lo strumento politico meno di moda di questi ultimi due decenni. La sua messa in mora dovrebbe servire…a svelenire il clima, a rendere meno ideologico e meno aspro il dibattito storico politico… .
Ma il risultato è che gli antichi e mai dimessi veleni ideologici del fascismo, senza antifascismo, non vengono neanche più individuati a prima vista, come invece avviene in quasi tutti i paesi europei. E sembrano occasionali stramberie anche quando sono una studiata, riconoscibile campagna di odio politico.
M. Serra da Repubblica del 9.2.08 (gb)
venerdì 8 febbraio 2008
STARE NELL’APPARATO STATALE E CAPIRNE L’ORRORE DELLA POLITICA
Il 4.2.08 ad Atene, alla presenza del capo dello stato Papulias e del suo ministro degli esteri, le Comunità ebraiche greche hanno consegnato una particolare onoreficenza ai rappresentanti dei governi di Italia e Spagna quale ringraziamento per l’impegno messo in atto da funzionari dei due Paesi ( l’Italia era fascista e la Spagna franchista) nel salvare la vita degli ebrei di Grecia nel 1943. (Tornarono a casa solo 2000 dei 55.000 ebrei di Salonicco – metà della popolazione della città.)
Il console generale dell’Italia a Salonicco Guelfo Zamboni con coraggio, puntiglio e pignoleria, utilizzando magistralmente i cavilli della burocrazia e aggirando le diffidenze di chi aveva voluto le leggi razziali,riuscì a salvare quasi 300 ebrei.
Sintesi dal Corriere della Sera di inizio Febbraio 2008 (gb)
COMMENTO ALLA CRONACA PIU’ RECENTE
«Si vuole riabilitare il peggior fascismo, quello collaborazionista coi nazisti successivo all'8 settembre 1943». Massimo Rendina, 88 anni, presidente dell'Anpi Roma e soprattutto comandante di una brigata Garibaldi durante la Resistenza, non si capacita della crescita giovanile di «determinati gruppi xenofobi». E' tra gli intellettuali e politici di sinistra che hanno scritto un appello al ministro Fioroni affinché vengano sciolte quelle liste scolastiche che si rifanno esplicitamente al ventennio. Hanno scritto anche al prefetto della capitale Carlo Mosca «per vigilare sullo squadrismo ai danni dei giovani di sinistra».
Dal Manifesto del 6.2.08 (gb)
L'intero articolo nell'offerta stampa di Febbraio
giovedì 7 febbraio 2008
MAI DIMENTICARLO
7 febbraio 1979: muore in Brasile "l'angelo della morte", il medico nazista Joseph Mengele.
Da: La Stampa 7.2.08 (gb)
lunedì 4 febbraio 2008
ANNELIESE KNOOP-GRAF OGGI A MILANO
Come nasce un antinazista?
Come si forma un oppositore a Hitler negli anni del trionfante Terzo Reich?
La storia dello studente Willi Graf, classe 1918, è rara e appassionante e questo libro la racconta con ricchezza di particolari attingendo a nuove, importanti testimonianze e a una vasta documentazione.
Nato in una famiglia borghese e politicamente conformista, Willi cresce nelle associazioni cattoliche e non si iscriverà mai alla Gioventù hitleriana.
All'università di Monaco di Baviera entra in contatto con Hans Scholl, il leader del gruppo clandestino della Rosa Bianca, autore dei volantini anti-regime diffusi dal giugno 1942.
Willi Graf l'inquieto, il taciturno coraggioso, è in prima fila nella pericolosa attività di resistenza nonviolenta, unica arma le parole di denuncia contro le menzogne del regime.
Nel febbraio 1943 Graf viene catturato dalla Gestapo subito dopo l'arresto dei suoi amici Sophie e Hans Scholl. Seguirà la loro sorte e sarà ghigliottinato.
La limpida e breve vita controcorrente di Willi Graf è uno straordinario esempio di resistenza cristiana, spesso solitaria, alla dittatura liberticida. Perché «ognuno – diceva – porta l'intera responsabilità».
Prefazione di Moni Ovadia al libro:
"Willi Graf – Con la Rosa Bianca contro Hitler"
di Paola Rosà. Editore "Il Margine" www.il-margine.it
L'Associazione Rosa Bianca lo ha presentato oggi pomeriggio presso la Fondazione Giuseppe Lazzati. Anneliese Knoop-Graf, sorella di Willi, ha partecipato all'incontro.
Dal sito web di Radio3 (gb)
domenica 3 febbraio 2008
CENTRI CULTURALI E COMPORTAMENTI MODERNI
L’Associazione Italiana Editori, sulla base dei dati Istat, rivela che nel 2007 la metà circa dei bambini e dei ragazzi, inseriti nella scuola dell'obbligo e alle superiori, non legge alcun libro al di fuori dei manuali scolastici. La ricerca dell'Aie precisa che nella fascia delle elementari, fra i sei e i dieci anni, neanche la metà (il 46,8 per cento) dei bambini ha letto lo scorso anno almeno un libro non scolastico contro il 58 per cento dei coetanei spagnoli. Fra i preadolescenti, nella fascia undici-quattordici anni, la situazione migliora (59,5 per cento), per poi crollare nuovamente al 43,1 per cento in parallelo con il progressivo crescere dell'età.
Sconfortante il confronto con i primi anni 90 quando la richiesta di libri per ragazzi aveva registrato una grande impennata facendo sperare bene per il futuro. Ovvia la delusione degli editori, e non solo, che avevano aumentato la loro offerta passando da 951 titoli ai 2.296 del 2006.
Federico Motta, presidente dell’Aie dice: “….Serve una politica organica e continuativa in materia di promozione della lettura… .”
Sintesi dai giornali di fine Gennaio ‘08 (gb)